Blacksad, i primi 20 anni di un nuovo classico del fumetto europeo

Recensione Blacksad

Spesso ci si rende conto del tempo che passa solo quando si raggiungono determinati traguardi, che vanno a scandire il ritmo della vita. Talvolta invece capita che il tempo colga di sorpresa e che tu ti ritrovi a pensare “Come può essere passato già così tanto?”. Molte volte questa seconda evenienza si manifesta soprattutto quando si ragiona di film, fumetti, libri. Alcune di queste opere entrano sottopelle al punto che sembra sempre di averle viste o lette solo il giorno prima, ed è proprio così che il tempo riesce a correre ancora più veloce.

In questo novembre 2020, a noi è capitato ben due volte di sobbalzare ricordando un anniversario di uscita: da un lato, abbiamo festeggiato i 35 anni dalla prima striscia di Calvin & Hobbes, dall’altro ci siamo resi conto che una delle grandi opere del fumetto europeo, Blacksad, compie invece 20 anni. In questo articolo vogliamo proprio parlarvi di quest’ultimo, che in particolare grazie al suo lato artistico è ormai considerato un vero classico del fumetto europeo.

Scritto da Juan Diaz Canales ed illustrato da Juanjo Guarnido (Nelle Indie Perigliose), Blacksad fa la sua prima apparizione proprio nel novembre 2000, pubblicato dalla storica casa editrice franco-belga Dargaud (una vera e propria istituzione del mondo delle Bandes Dessinées, avendo pubblicato tra gli altri Asterix, Lucky Luke, oltre che la celebre rivista Pilote). In un certo qual modo, Blacksad ha una caratteristica che lo rende internazionale per natura: creato da una coppia di spagnoli, pubblicato originariamente il lingua francese, con una storia ambientata negli Stati Uniti. Insomma, un mix esplosivo che ha rappresentato sicuramente un punto di forza!

Le storie di Blacksad

In linea generale, per descrivere Blacksad si potrebbe dire che l’opera, ambientata negli Anni Cinquanta in una New York dalle forti tinte noir (ed abitata da animali antropomorfi), le vicende dello spigolocso detective John Blacksad, un disilluso gatto nero. Nel corso degli anni, sono stati pubblicati 5 storie di Blacksad, ciascuna con una trama autoconclusiva (i riferimenti alle storie precedenti sono veramente minimi):

          • Da qualche parte fra le ombre (2000), nel quale il Detective si trova a dover indagare sull’omicidio di una sua ex, l’attrice Natalia Wilford;
          • Arctic Nation (2003), nel quale attraverso la presenza di una Società Segreta con evidenti richiami al Ku Klux Klan il tema principale è l’odio razziale;
          • Anima Rossa (2005), dove a farla da padrone è invece l’anti-comunismo tipico degli USA di quegli anni, con la Guerra Fredda sullo sfondo;
          • L’Inferno, il Silenzio (2010), con l’azione che si sposta a New Orleans e ruota intorno all’abuso di droghe
          • Amarillo (2014), che prende il nome sia dall’omonima città del Texas dove si svolgerà la storia

Quando il fumetto diventa Arte, cosa pensiamo di Blacksad

Come detto, Blacksad può ormai essere considerato un classico del fumetto europeo moderno. Questo accade perché sia il lato narrativo che quello artistico sono di livello eccelso. Per quanto riguarda le storie, ci troviamo di fronte a vicende che si dipanano quasi naturalmente davanti ai nostri occhi e spesso il protagonista giunge alla fine del caso senza che noi quasi ce ne accorgiamo. Inoltre, i temi trattati (sempre in maniera molto cruda e piuttosto realistica) hanno sicuramente contribuito a fare di Blacksad un’opera adulta e imprescindibile per gli appassionati di fumetti.

Nonostante quanto detto sopra, è però sul lato grafico che Blacksad dà il meglio di sé e cementa il suo status. Le tavole di Guarnido sono vere e proprie 

Blacksad, disnegni di Juanjo Guarnido

opere d’arte e rappresentano una gioia per gli occhi. Il tratto è nitido e dettagliato, e la colorazione crea sfumature fantastiche. Proprio a livello di colori, non si può non citare che ogni volume è caratterizzato da un colore dominante fin dalla sua copertina (in ordine: nero, bianco, rosso, blu e giallo).

Per quanto riguarda i personaggi, i creatori di Blacksad hanno saputo creare un mondo variegato e credibile. Per caratterizzare ancora di più questo mondo di animali antropomorfi, gli autori hanno applicato un espediente mutuato dalla Fattoria degli Animali di Orwell. Infatti, ogni categoria animale corrisponde quasi interamente ad una categoria umana. Per esempio, quasi tutti i criminali sono anfibi o rettili, mentre la polizia (escludendo Blacksad stesso) è perlopiù composta da cani, segugi o volpi a sottolinearne la capacità di seguire le tracce e risolvere casi. Caso a parte sono le controparti femminili, che presentano tratti molto morbidi e più umani rispetto ai personaggi maschili.

Anche l’atmosfera noir e tipica delle opere hardboiled è resa fedelmente e in maniera lineare in tutti i volumi.

Di fatto, secondo noi Blacksad è una lettura scorrevole e soprattutto “bella”, che sicuramente lascerà un piacevole ricordo nel lettore. In Italia, probabilmente la miglior edizione è quella integrale edita nel 2018 da Rizzoli Lizard, che raccoglie tutte e 5 le storie.

A riprova del successo dell’opera, Blacksad ha avuto diversi prodotti derivati, cosa non scontata per i fumetti europei più recenti: infatti, il gatto detective è diventato protagonista di un gioco di ruolo e poi di un videogioco per PC e Console intitolato Blacksad: Under the Skin.

In conclusione, non possiamo che consigliarvi un recupero di quest’opera. Non ve ne pentirete!

 

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