[Recensione] Kingdomino, costruisci il tuo Regno una tessera alla volta!

Recensione Kingdomino

Spesso, il successo di un gioco da tavolo non è dato solo dalla sua innovatività, ma anche da come riesce a prendere elementi già esistenti per creare un esperienza di gioco più fresca e coinvolgente. Per questo, noi personalmente apprezziamo molto quei titoli che riescono a svecchiare grandi classici per renderli fruibili anche ai giocatori moderni. In tal senso, un ottimo esempio di quello che intendiamo è dato da Kingdomino, gioco per 2-4 giocatori edito da Blue Orange e distribuito in Italia da Oliphante.

In questo titolo ideato da Bruno Cathala (Shadows Over Camelot, 7 Wonders Duel), i giocatori si troveranno a sfidarsi nella creazione del reame più florido acquisendo tessere paesaggio e posizionandole con la meccanica del Domino. Da qui il gioco di parole del titolo, con Kingdom (regno) che si unisce a Domino.

Setup e regole del gioco

Complice i pochi materiali presenti nella scatola, il setup di Kingdomino risulta molto veloce. Anche le regole sono poche e ben chiare, il che permette anche ai giocatori meno esperti di avvicinarsi al tavolo senza remore e divertirsi.

Riassumendo in breve, per iniziare una partita a Kingdomino ogni giocatore riceve:

  • un Re del proprio colore (due Re in caso di partita a 2 giocatori);
  • una tessera di partenza quadrata ed il castello del proprio colore.

A questo punto, si scarta un numero predefinito di tessere domino in base al numero di giocatori e se ne prelevano dalle restanti (sempre in base al numero di giocatori) 3 o 4.
Queste tessere andranno poste in una colonna in ordine crescente di valore (ogni tessera riporta da un lato 2 caselle paesaggio, che possono essere di 6 tipi, e dall’altro un numero). Le tessere andranno in questo modo a formare il bacino di scelta per i giocatori.

Uno alla volta, i giocatori posizioneranno il proprio Re su una delle tessere a scelta. Quando tutti avranno operato la loro scelta, verranno scoperte e posizionate in una seconda colonna altre 3 o 4 tessere. Ora la partita vera e propria ha inizio.

A partire dal giocatore che ha scelto la tessera più in alto, i giocatori prenderanno la tessera, la posizioneranno nel proprio regno ed infine posizioneranno il proprio Re su una delle tessere ancora disponibili nella seconda colonna. Nel turno successivo, quindi, l’ordine di turno sarà probabilmente diverso, ma si partirà comunque da chi avrà occupato la tessera più in alto della colonna.

Per ciò che riguarda il piazzamento delle tessere, bisognerà seguire due piccole regole. Innanzitutto, il regno di ogni giocatore non può eccedere lo spazio di una griglia di 5×5 caselle (e come detto in precedenza ogni tessera ha 2 caselle), ma soprattutto le tessere devono essere posizionate seguendo la logica del Domino (ovvero, almeno una delle due caselle deve essere dello stesso tipo di quella adiacente a cui viene collegata).

La partita andrà avanti in questo modo finche non si esauriranno le tessere. A questo punto si calcolerà il punteggio di ogni giocatore moltiplicando, per ogni tipo di paesaggio, il numero di caselle adiacenti dello stesso tipo per il numero di corone presenti in quell’area. Il giocatore che avrà totalizzato il maggior numero di punti sarà il vincitore.

Cosa pensiamo di Kingdomino

Come detto, Kingdomino ha il pregio di svecchiare un grande classico come il Domino per renderlo godibile ai giocatori moderni. In questo senso, bisogna riconoscere il merito al buon Cathala di essere riuscito egregiamente nell’impresa, per diversi motivi.

Kingdomino è innanzitutto un gioco perfetto per i canoni odierni del gioco per famiglie: rapido (la scatola riporta 15 minuti a partita ed effettivamente non ci si discosta di molto), con poche  e chiare regole ma comunque con una sua profondità strategica.
Il regolamento di Kingdomino si compone letteralmente di tre pagine, comprese di diverse varianti molto interessanti. Questo consente veramente di immergersi nella partita in pochi minuti e di ritrovarsi in una sfida veramente appassionante. Ciò non fa che aumentare il rischio di accumulare partite su partite in sequenza!

Il fatto che ad ogni partita (tranne in 4 giocatori) vengano escluse delle tessere, non fa che aumentare la longevità del titolo. In questo modo infatti, ogni partita sarà potenzialmente diversa e aperta a nuovi scenari.

La meccanica di scelta delle tessere è fondamentalmente un draft. Potremmo definire questa meccanica, in italiano, come “scegli e passa” (tra i giochi principali che la utilizzano, anche se declinata a mani di carte, ci sono ad esempio 7 Wonders e Sushi Go Party!). La scelta è sempre difficile e non scontata. Spesso ci si troverà a decidere se prendere una tessera che ci garantirebbe più punti oppure scegliere la prima tessera in alto in modo da avere più scelta al turno successivo nel quale saremmo i primi a scegliere.
Anche il posizionamento delle tessere deve essere fatto con cura. Basterà infatti una distrazione per rischiare seriamente di dover rinunciare a piazzare dei territori perché farebbero eccedere dai limiti imposti dalla griglia 5×5.

Kingdomino è una piacevole sorpresa anche per chi solitamente gioca solo in 2 giocatori. L’esperienza rimane piacevolissima, ed anzi se possibile ancora più tattica. In particolare, consigliamo in questo caso di utilizzare la variante che prevede l’utilizzo di tutte le 48 tessere e di una griglia 7×7. Non ve ne pentirete!

Come livello di gioco in sé, quindi, siamo di fronte ad un ottimo entry level, adatto anche a chi si avvicina per la prima volta al tavolo. Il clima che si crea al tavolo è teso ma comunque leggero, a patto che non ci si trovi di fronte a grandi pensatori. In questo caso, la velocità del flusso di gioco (secondo grande pregio di questo titolo) potrebbe risentirne non poco. Resta in ogni modo consigliato sia in apertura di serata, prima di passare a qualcosa di più impegnativo, oppure in chiusura, quel momento che è sempre bello passare con qualche risata e chiacchiera in più. Insomma, un ottimo filler. 

Un plauso va inoltre anche alla qualità dei materiali, pochi ma veramente di ottima fattura. Le tessere, ad esempio, sono in cartone spesso e anche dopo numerose partite sono ancora come nuove. La scatola inoltre è di dimensioni contenute, il che rende Kingdomino un perfetto gioco da viaggio o da spiaggia.

Le illustrazioni sono molto colorate e l’iconografia, seppur scarsa (gli unici simboli sono le corone sulle tessere) è chiara e non lascia spazio a dubbi. Questo, insieme alla portabilità di cui sopra e al prezzo contenuto, ne fa un titolo ottimo anche come idea regalo.

Per gli amanti dell’espansioni, vogliamo fare una piccola nota a margine. Oltre alla canonica Kingdomino: Age of Giants (che noi non abbiamo molto apprezzato), sul sito dell’editore francese Blue Orange è disponibile in formato Print&Play l’espansione The Court (link qui). Con questo modulo vengono aggiunte le risorse prodotte dai diversi tipi di terreno e le Tessere Edificio e Personaggio. Secondo noi è un ottimo prodotto per chi ha già fatto diverse partite a Kingdomno. Infatti, si aggiungono ulteriori elementi di profondità senza andare però a snaturare troppo l’idea di fondo del gioco base.

Le nostre conclusioni

Kingdomino, regno in costruzioneIn conclusione, non è un caso che Kingdomino sia anche molto apprezzato, oltre che dal pubblico, anche dalla critica. Nel 2017, infatti, questo titolo è stato capace di portarsi a casa un’accoppiata di premi niente male, essendo stato nominato Gioco dell’Anno al Lucca Comics and Games e avendo vinto il premio di Spiel des Jahres in Germania.

Se vi interessa approfondire l’argomento “giochi che riprendono meccaniche classiche per creare giochi moderni”, vogliamo consigliarvi qualche titolo. In questo ambito di rivisitazione di classici, Cathala può essere considerato un veterano. Oltre a Kingdomino, infatti, non vanno dimenticati ad esempio i suoi Five Tribes (che utilizza la meccanica del Mancala inserendola in un piazzamento lavoratori “brucia-cervelli”) o Jamaica, rivisitazione del classico Gioco dell’Oca in salsa piratesca e con un po’ di pepe in più. Vi sarebbero poi altri esempi, come Onitama, Bananagrams o Patchwork, che riprendono rispettivamente gli scacchi, lo Scarabeo ed il Tetris.

Vogliamo però chiudere con due esempi Made in Italy: Via Magica di Paolo Mori e Dragon Castle del trio Lorenzo Silva, Hjalmar Hach, Luca Ricci. Il primo riprende la meccanica della Tombola/Bingo trasportandoci però in un’ambientazione hogwartsiana, dove vestiremo i panni di giovani studenti di una scuola di magia, mentre il secondo rivisita il grande classico del Mahjong.

Per chi invece volesse conoscere qualche gioco in più della categoria Filler, ammettiamo che l’elenco sarebbe molto lungo. Ci sentiamo però di consigliarivi sicuramente Coloretto, Splendor, Port Royal, Otto Minuti per un Impero Leggende, For Sale, Carcassonne, Jaipur, ma anche giochi più caciaroni come Junk Art oppure Dobble. Insomma, se voleste, ce ne sarebbe davvero per tutti i gusti!

In fondo, per conoscere il nostro amato bisogna pur cominciare da qualche titolo. Kingdomino è sicuramente uno di quelli più indicati per convincere i cosiddetti neofiti, senza però scontentare i giocatori più esperti!

Super consigliato, da avere nella propria collezione!

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